Il vino spiegato da una zolla di terra

Fabrizio Forconi, nella vigna di Podere dell'Anselmo.

Fabrizio Forconi, nella vigna di Podere dell'Anselmo.

“Quando il tuo lavoro è anche la tua passione, è un casino, perché non ti rimane tempo per nient’altro” dice così Fabrizio Forconi quando inizia a raccontare della sua azienda, Podere dell’Anselmo.

L’azienda produce vino e olio ed è stata rinnovata e avviata come agriturismo nel ‘91, anche se la famiglia Forconi ha un’antica vocazione per la viticoltura e una lunga storia di lavoro su questa terra, che risale forse agli inizi dell’Ottocento, come mezzadri della famiglia Antinori.

Fabrizio dice che la sua è “un’azienda normale” ma il suo telefono squilla ogni 5 minuti e fuori c’è uno dei tanti gruppi di americani che vengono qui per visitare la tenuta: “in effetti siamo quasi più conosciuti all’estero che a Montespertoli”, sarà anche perché il vino viene richiesto e venduto in gran parte fuori dall’Italia.

Con un inglese velocissimo e preciso, scaldato da un accento toscano, Fabrizio porta il gruppetto in giro per le vigne e per il maneggio, nonostante le ragazze indossino sandalini delicati. Mentre il suo telefono continua a squillare di continuo, lui si entusiasma di fronte a un cespuglio di more mature, si lancia in mezzo ai filari, mostra un grappolo di Sangiovese, spiega le differenze tra vitigni e il metodo di coltivazione.

Siccome nelle sue vigne non passa chimica, mostra le tecniche alternative, come l’emanatore di feromoni femminili che rendono molto più complicata la riproduzione dei parassiti (i maschi non riescono più a individuare le femmine).

“Qui da noi la terra è viva, ha una grande complessità microbiologica, noi non la sterilizziamo con la chimica” e per illustrare il concetto si china e – in un gesto reso classico da un film sui vignaioli “naturali” di Jonathan Nossiter – prende una zolla e la mostra agli americani, che non si sa nella loro testa a cosa la stiano confrontando.

“Per fare vino buono un po’ devi rischiare – spiega – ad esempio devi avere il coraggio di fare maturazioni lunghe e di abbassare le rese.” I suoi vini sono una sintesi di tutto questo: due rossi toscani Igt, un Chianti Montespertoli Docg e un Dogc Riserva, poi due bianchi e un rosato, per finire col vinsanto. Le veglie iniziano proprio con una degustazione, quindi ci sarà modo di assaggiarli.

 

Podere dell’Anselmo ospita le veglie dal 23 al 29 Agosto e il programma della settimana si consulta qui