Il contadino filosofo della via di Trecento

Luca Barsottini, Le Valli a Lucardo

Luca Barsottini, Le Valli a Lucardo

Bisogna scendere quasi tutta la via di Trecento per arrivare all’azienda agricola Le Valli a Lucardo, gestita con passione da Luca Barsottini e sua madre Donatella. Luca coltiva i campi e fa la pizza, Donatella si occupa della bottega e della cucina del ristorante, aperto nei fine settimana. La loro terra si estende su 28 ettari e dalla terrazza dell’azienda si può abbracciare in un solo sguardo gran parte di questi: l’oliveto, la vigna, il pascolo, il ciliegieto.

Luca ha preso in consegna questa terra dalle generazioni precedenti, te lo racconta con umiltà e profondità: “Io sono nato qua, sin da bambino ci ho lavorato avanza tempo e nei periodi di raccolta. Poi 14 anni fa ho deciso di seguire le orme del mio babbo e dei miei antenati, che sono su questo pezzo di terra da generazioni.”

L’azienda Le Valli a Lucardo produce olio, vino, pecorino e ortaggi, con un approccio all’agricoltura che va molto oltre il biologico: Andrea Barsottini, il padre di Luca, prese la certificazione diciassette anni fa, uno dei primi, quando ancora non era di moda, e oggi su questi campi non viene usata chimica: “se le dai troppe medicine, alla fine la terra muore”, dice Luca.

Il formaggio viene prodotto grazie a 42 pecore comisane – razza siciliana che Luca ha scelto dopo una ricerca sulle specie diffuse in questa zona già dall’Ottocento – che pascolano allo stato semi brado. Il formaggio è il marzolino IGT, un semi-stagionato con latte crudo e caglio bovino. E una parte della lana delle pecore è servita a migliorare l’isolamento termico del tetto dell’azienda.

Quanto al vino, i filari di Sangiovese e Trebbiano danno un vino che possiamo definire naturale: “io mi sono inteso di non buttarci solfiti o aggiungere lieviti sicché il vino può darsi che evolva, cambi sapore di anno in anno, e questo non risponde all’approccio commerciale. Il commerciante vuole che il vino abbia sempre lo stesso sapore, tutti gli anni. E a me questa cosa la un mi va tanto giù, preferisco che il vino faccia il suo corso nel bene e nel male e però sia naturale il più possibile, che non ci sia nient'altro che il mosto dell'uva. Il mio l’è un vino contadino, da consumo quotidiano.”

Sì perché una cosa che si capisce subito parlando con Luca è che lui tende a sminuirsi; del resto è lui stesso da dire che “l’umiltà è una delle più grandi forme di intelligenza nell'essere umano.” Lui non promuove i suoi prodotti, piuttosto te ne dice i difetti e le difficoltà nel farli. Non vende, racconta. E tutti i suoi racconti hanno radici profonde nel territorio che oggi coltiva.

Veduta dalla terrazza dell'azienda

Veduta dalla terrazza dell'azienda

Quanto alle Veglie: “la cosa che mi ha colpito è stata la collaborazione col vicinato, con gli abitanti di via Trecento. È stato un motivo di ricongiunzione e dialogo tra le persone. Che poi il concetto originale delle veglie era proprio quello: rompere silenzio tra vicini e dopo una giornata di solitudine nel campo, ritrovarsi la sera per due chiacchiere goliardiche oppure filosofiche. Bisognava, ora come allora, ritrovarsi insieme per tornare a essere umani, o la solitudine campestre finisce per trasformarti.”

La collaborazione ha dato i suoi frutti: per il pane Luca usa la farina di grani antichi del progetto nato a Montespertoli e sugli scaffali della bottega aziendale si vende anche la birragricola prodotta a Borgo Stella, un’altra azienda che partecipa alle Veglie.

Torniamo sulla terrazza, la terra coltivata da Le Valli a Lucardo è circondata da bosco, o meglio il bosco occupa la metà di tutta la sua proprietà: 14 di 28 ettari. Sono noti i benefici del bosco in termini di biodiversità e Luca li conosce bene, ma va oltre: “il bosco non è solo importante, l’è sacro. Perché ci ricorda il confine tra il conosciuto e lo sconosciuto. Nella vita rurale il bosco serviva a bilanciare queste due dimensioni: il ben coltivato e il misterioso. L’agricoltura intensiva è deleteria e rovina la terra proprio perché gli manca questa parte spontanea.”

Dice così, poche parole e poi torna ad ascoltare l’orizzonte, con la sua barba lunga da saggio.

 

Le Valli a Lucardo ospita le veglie dal 5 all'11 Luglio e il programma della settimana si consulta qui.