Festa della battitura, tra grani antichi e cultura del vino

Rievocazione della festa della battitura, foto tratta dal sito del Comune di Montespertoli.

Rievocazione della festa della battitura, foto tratta dal sito del Comune di Montespertoli.

La fine di luglio per i contadini è sempre stata il tempo della battitura. Per le Veglie, come ogni anno, abbiamo preparato una rievocazione di quella festa: sarà domenica 30 luglio, ospitata dal Centro per la Cultura del Vino “I Lecci”. Siamo già a metà del programma delle Veglie e la festa della battitura ne rappresenta un perfetto spartiacque.

La battitura del grano era uno dei momenti più importanti dell’anno per i contadini. Quel momento in cui il duro lavoro nei campi iniziava a diventare il pane per l’inverno successivo. La battitura (o trebbiatura) vera e propria si trasformava poi in una festa, un ritrovo delle famiglie del podere, con cucina popolare e canti e racconti. La veglia sull’aia per eccellenza, insomma.

Per arrivare al momento della battitura i contadini dovevano assolvere a una serie di compiti. Dopo aver mietuto il grano lo dovevano raccogliere nei covoni, grossi fasci di steli di grano che oggi ritroviamo spesso nelle romantiche (e nostalgiche) immagini della campagna toscana. Successivamente i covoni venivano radunati sull’aia e accatastati per costruire la cosiddetta “barca del grano”. Infine arrivava la trebbiatrice, che separava la paglia dai grani e permetteva ai contadini di mettere i chicchi al sicuro nel granaio, prima di portarli a macinare.

A partire dagli anni Sessanta, con la crescente meccanizzazione e industrializzazione dell’agricoltura, la trebbiatrice è stata progressivamente sostituita dalla mietitrebbia, che miete e trebbia in un solo passaggio. E la festa della battitura è diventata una rievocazione storica.

Ma guai a pensarlo come un rituale pittoresco del passato, in quella festa ci sono le radici della nostra cultura contadina, del buon cibo, dell’importanza di stare insieme e di celebrare il passare delle stagioni. Anche perché nel frattempo i decenni di entusiasmo per l’agricoltura industriale si sono sgonfiati e stiamo riscoprendo tutto quello che è venuto prima, e che dall’industrializzazione dei campi ha rischiato (e rischia) di essere spazzato via.

Spiga di grano Senatore Cappelli.

Spiga di grano Senatore Cappelli.

Un esempio di questo movimento di riscoperta sono i grani antichi: varietà di grani diffuse fino agli anni Sessanta e poi rimpiazzate dalle varietà moderne, selezionate per rispondere ai criteri della nuova industria alimentare: taglia bassa, alta produttività, alto contenuto di glutine per lavorazioni più facili e veloci. Oggi che si sono evidenziati i problemi - nutrizionali e ambientali - legati a questa scelta, alcuni agricoltori e panificatori stanno riportando le antiche varietà sul campo e sulle tavole, cercando, non senza fatica, di spiegare perché sono preferibili e anche perché è giusto che il loro prezzo sia più alto dei grani ordinari.

Su questo tema l’Associazione Grani Antichi di Montespertoli sta facendo un lavoro fondamentale di divulgazione e coordinamento dei produttori, e Montespertoli sta diventando un punto di riferimento e un’esperienza esemplare.

La settimana di Veglie che si apre mercoledì 26 luglio, anche grazie alla collaborazione con l’Associazione Grani Antichi, ci porterà alla scoperta di questi e altri temi così importanti: oltre alla rievocazione della battitura, ci saranno laboratori per fare il pane, il formaggio e il miele. Ma anche concerti e spettacoli per bambini e naturalmente cene e degustazioni, con prodotti del territorio. Cornice di tutto questo sarà il Centro per la Cultura del Vino “I Lecci”, che ospita un ristorante e il Museo della Vite e del Vino, un luogo dove conoscere i vari aspetti della produzione enologica oppure soltanto bersi un bicchiere affacciati sulla campagna.

Il Centro per la Cultura del vino "I Lecci" ospita le veglie dal 26 Luglio al 1° Agosto e il programma della settimana si consulta qui.