Un vino millenario

La cantina della Tenuta Castiglioni dei Marchesi Frescobaldi, dove viene conservato il Giramonte.

La cantina della Tenuta Castiglioni dei Marchesi Frescobaldi, dove viene conservato il Giramonte.

Chi cammina sulla via di Castiglioni può anche non saperlo, ma tutto ruota intorno all’argilla. Sì, perché nascosto sotto al paesaggio incantevole da cui si viene avvolti attraversando questo crinale tra Montespertoli e la Val di Pesa, c’è e c’è sempre stato un terreno argilloso.

Il terreno argilloso è probabilmente la ragione per cui sin dai tempi dei Romani questo territorio venne eletto alla produzione del vino, perché il “pancone” di argilla sotto al livello del suolo ha la capacità di tenere al fresco le radici delle piante, anche nei periodi più caldi. Questo ha consentito non solo una buona produzione di vino, ma anche una produzione costante. Così già duemila anni fa queste colline si sono distinte per la loro vocazione vinicola, destinata sì all’autoconsumo, ma anche e soprattutto al commercio.

Negli scavi che hanno rinvenuto i resti romani che costellano questo territorio, sono state infatti trovate anche delle anfore e delle fornaci adatte alla loro produzione. Anfore che poi venivano inviate lungo il fiume Pesa o “somatizzate”, cioè trasportate via strada sugli animali da soma. Questo tipo di anfora, definito poi “anfora tipo Empoli” è stato ritrovato in giro per tutto il Mediterraneo, a testimoniare il raggio del commercio di vino che partiva da questi colli.

Una veduta della via di Castiglioni, che percorre un crinale tra la Villa di Castiglioni e Montefugoni.

Una veduta della via di Castiglioni, che percorre un crinale tra la Villa di Castiglioni e Montefugoni.

Nei secoli successivi all’Impero Romano la produzione del vino, come quella agricola in generale, rallenta, lasciando terreno a praterie, calanchi, boschi e frane: così appariva la Toscana fino al 1400 circa. Resiste la produzione di vino nell’Empolese (compresa Montespertoli) e in Maremma, ma si perde l’impostazione commerciale. Tutto da rifare, insomma.

Se oggi chi cammina sulla via di Castiglioni è vede morbide colline di vigneti, rigogliose e punteggiate da casolari è grazie ai contadini. Ai mezzadri, più precisamente, che per secoli hanno faticato su queste terre, trasformandole in quello che sono oggi. Dunque perché l’argilla è ancora importante? Perché ci aiuta a proporzionare bene il nostro debito verso quei mezzadri: il terreno argilloso è un terreno duro e pesante, fertile sì, ma difficile da coltivare, e la loro fatica di allora, oggi è la ricchezza di chi vive su queste terre o anche solo ci poggia lo sguardo.

I Marchesi Frescobaldi sono stati testimoni e attori di questa evoluzione perché arrivano su questa terra intorno al 1000. E arrivano proprio qui, nella Tenuta di Castiglioni, la più antica villa rurale della famiglia, dove inizia loro storia vinicola, nel 1300, e da dove parte la via di Castiglioni.

Villa Castiglioni dei Marchesi Frescobaldi.

Villa Castiglioni dei Marchesi Frescobaldi.

Durante le Veglie alla Tenuta Castiglioni si potrà attraversare la cultura millenaria del vino di questi colli, dall’eredità dell’epoca Romana, grazie alla presenza dell’archeologo Leonardo Giovanni Terreni; fino alla contemporaneità, con assaggi dei vini di Castiglioni direttamente dalle barrique; passando per i racconti della mezzadria, insieme ad anziani contadini. E poi degustazioni, cene e passeggiate.

Il programma completo della settimana è qui.

Grazie a Simone Fabbri e alle ricerche di Leonardo Giovanni Terreni, da cui nascono dati, spunti e suggestioni di questa prima storia sull’aia.