Lo zen, o l'arte di potare l'olivo

Una veduta dalla piscina dell'agricampeggio Cipollatico.

Una veduta dalla piscina dell'agricampeggio Cipollatico.

“Hai 30 minuti per potare 3 olivi. Il giudizio tiene conto del tempo che ci metti e di quanti errori fai. Su 60 concorrenti io sono arrivato una volta dodicesimo e un'altra venticinquesimo”  Roberto racconta con precisione e orgoglio la sua partecipazione al campionato italiano di potatura dell'olivo, una gara nazionale che elegge le "forbici d'oro" dell'anno.

Siamo a Cipollatico, nell'agricampeggio che Roberto Tudisca, la moglie Angela e loro figlio Tiziano, hanno aperto nel 2007 e che oggi si estende su 8 ettari, tra oliveto, vigna e un campeggio, frequentato soprattutto da viaggiatori olandesi e tedeschi. Hanno scelto il metodo biologico e oggi producono olio e vino, oltre a gestire il ristorante interno.

“La gara prevede solo potatura da terra, ti danno seghetto e svettatoio per arrivare in alto. E ovviamente si potano solo olivi allevati a vaso policonico*” puntualizza Roberto, un ex paracadutista che affronta la disciplina della potatura con pragmatismo muscolare.

Angela e Roberto, Agricampeggio Cipollatico

Angela e Roberto, Agricampeggio Cipollatico

La famiglia Tudisca è arrivata qui nel 2003, con la volontà di cambiar vita e di farlo in mezzo alla natura. Lui ha preso in mano la terra e lei il ristorante. E oggi sono un contadino e una cuoca, con l'impegno e la fatica che sempre comporta mandare avanti una piccola azienda. L'arte della potatura è arrivata dopo, ma come spesso accade con le tecniche agricole, anche la potatura dell'olivo ha da insegnarci molto più che la tecnica agricola in sé, se la ascolti bene.

Sì, perché il segreto della potatura sta nel bilanciamento tra intervento umano e libertà della pianta: bisogna aiutarla a mantenere un'impalcatura solida, per sostenere il peso dei frutti, e garantire una buona illuminazione e areazione della chioma, cioè che non si faccia ombra da sola e non trattenga l'umidità. Allo stesso tempo bisogna rispettare il suo naturale habitus vegetativo e assecondarlo, per non costringerla (e costringere il potatore) a sempre più frequenti e severi interventi di potatura, che ridurranno le capacità espressive dell'albero.

Questa piccola saggezza agricola, per oggi la ascoltiamo qui, affacciati sulle colline della Val di Pesa, dove i Tudisca hanno scelto il loro orizzonte quotidiano. Con l'orcio che rovescia piano piano l'acqua in piscina, l'oliveto ben potato che ci gira intorno e gli olandesi accampati poco sopra che frescheggiano all'ombra.

 

L'agricampeggio Cipollatico ospita le veglie dal 21 al 27 Giugno e il programma della settimana si consulta qui.

 

*Quella a "vaso policonico" è una delle forme più diffuse nell'allevamento dell'olivo. Si basa sulla ripartizione della vegetazione in più assi distanziati, in modo da avere una maggiore espansione ed esposizione alla luce. Il tronco, alto circa un metro, si divide in 3 o 4 branche principali, inclinate a 45° nel primo tratto e quasi in direzione verticale nella parte alta. Le altre tecniche di allevamento sono quella a globo, a monocono e a palmetta. Per approfondire, qui si trova un manuale scritto tra gli altri da Giorgio Pannelli, citato da Roberto come il suo maestro di potatura.